un caSO che diventa caOS

CASO
arrivi
te ne vai
non sai più dove stai
il nome che hai
la voglia ormai
partita di testa
finita la festa
ricordi soltanto
un brutto momento
di pioggia e vento
firma sul testamento
testa nel firmamento
arrivi
te ne vai
non sai più che fai
il sapore di cui sai
saponetta di marsiglia
logora si meraviglia
contando le miglia
del viaggio di ritorno
verso il posto di non ricordo
arrivi
te ne vai
non sai più come mai
il dentifricio terminato
il biglietto obliterato
non ti resta che partire
restare è solo soffrire
prendi i guanti di lana
rossa che pizzica
tanti fili e nessun legame
lo scudo per il mondo infame
CAOS
Annunci

GOMMA

Quando non so cosa fare
mi metto a masticare
una gomma sapor del mare
che mi faccia ricordare
quanto fosse bello giocare
castelli, secchielli, cantare
non avere grilli a cui pensare.

Quando non so cosa fare
mi metto a masticare
una gomma color del legno
che mi faccia ricordare
il giorno in cui facesti un disegno
per me che tra disdegno e contegno
l’attaccai con una puntina sul tirassegno.

Quando non so cosa fare
mi metto a masticare
una gomma a suon di tamburi
che mi faccia ricordare
come sarebbe bello saltare con i canguri
col marsupio pieno di mille frutti maturi
e la voglia matta di realizzare oceanici futuri.

co

solo una parola

E ti manca un pezzetto
è caduto dal tuo tetto,
da un cielo mirabondo:
sembri sempre un vagabondo.

Una guida se n’è andata
o forse s’è solo allontanata
per curare dall’abisso
un cuore stanco e fisso.

Il ricordo d’estati assolate,
culla il pensiero, l’eco di risate;
occhi di cerbiatto spaccano l’obbiettivo
tra le mani un album commemorativo.

Un profumo, un foulard, un girasole
la tua stella più forte del sole.
È difficile pensare se non sai dove trovare
la persona che, durante la vita, non ha fatto che amare.

Magia, fantasia, armonia

o solo una parola?

zia

zia

La borsa di una donna pesa come se ci fosse la sua vita dentro, tra un libro che non vuole mai finire ed altri trucchi per fermare il tempo.  La borsa di una donna riconosce le sue mani e solo lei può entrare nascosto.

Chiavi, portafoglio rettangolare, portafoglio con fiorellini, portafoglio per scontrini, trousse- ritocco in bagno, trousse-maledette zampe di gallina, trousse- mi fa male la testa, trousse-vuota ma nuova, fazzoletti, astuccio gomme verdi, gomme verdi fuori astuccio, blocchetto con ricami immacolato, mini penna con brillantini mai funzionata, libro zavorra da esibire occasionalmente su mezzi pubblici…

Troviamo un mondo intero dentro la borsa di una donna. Potremmo paragonarla alla ventiquattrore di un uomo d’affare, allo zaino a spalla di un viaggiatore errabondo, alla cartella di uno studente volenteroso. Racchiude segreti, ricordi, fantasie, idee, tasche piene di lacrime e sorrisi: tutto ricade su una spalla o in una mano. Il suo peso non è indifferente, tuttavia non scivola mai via di dosso.

Ne esistono di svariati tipi: shopper, bauletto, hobo, secchiello, clutch, pochette… nomi bizzarri, ma pur sempre identificativi di stili di vita. Le prime sono le più accessibili, quelle che usi per andare al supermercato e non hai paura di macchiare con il detersivo colato sul flacone. Poi ci sono quelle scomode, che impediscono di gesticolare animatamente a meno che non diventino bracciali con ciondoli giganteschi. Ancora quelle che stanno in una mano sola, che spariscono come niente, che possono confondersi con porta pillole, vecchie videocassette o scatole di scarpe per bambini. In teoria tutti vi possono accedere, ma in pratica nessuno conosce la chiave di lettura corretta se non la proprietaria. E’ l’unica che può orientarvisi dentro, in quel caos così dolcemente disordinato e complicato.

La borsa di una donna non si intona quasi mai con quel che sta vivendo. Nasconde il suo telefono gelosa di qualcuno che la sta chiamando. Vicino alle sue chiavi la solita ossessione di scordarle ancora e in quel disordine apparente la paura di restare sola.

Come amore fa rima con cuore, borsa deve far rima con scarpe, accessori, vestiti. Soprattutto in occasioni importanti- prime uscite, colloqui, serate di gala o di rimorchio- è imperativo che la borsa di debba abbinare nel modo più adeguato. Non sarà certamente il colore di essa azzeccato con il colore delle scarpe a compromettere la buona riuscita, però non è scontato che possa un minimo influenzarla. Quegli occhi così profondi non saranno sicuramente in grado di giudicare un’accozzaglia sbagliata, però, se un pizzico svegli, potranno permettersi o meno di chiedere un fazzoletto.

Le borsedatuttiigiorni sono spesso arricchite da taschine, le quali accolgono e proteggono perlopiù telefoni o chiavi che altrimenti andrebbero sperduti nei meandri bui e sconfinati delle fodere. Ecco che squilla e con fare disinvolto ma guardingo il telefono viene scovato; guai ad allungare un po’ di più l’occhio: al costo di non far trapelare il nome che si illumina sul display ma rispondere, si è disposte ad infilare l’orecchio dentro la borsa, come se essa diventasse la camera da letto in cui solitamente ci si rinchiude per non rendere partecipi orecchie indiscrete. Ecco che arriva il momento di rincasare: il portone è lì che aspetta fiducioso anche se sa che le chiavi per fare il solletico alla sua serratura sono cadute in macchina, sotto il sedile, accanto al mazzo che era stato duplicato qualche giorno prima. “Le metto in questa taschina, dentro questo sacchettino così non le perdo!” …le ultime parole famose.

Un ritaglio dentro la patente: ci sei stata mille volte ma non ci hai mai trovato niente.
Anni spesi per ritrovare le cose che qualcuno è riuscito a smarrire, la voglia di sorridere, di perdonare la debolezza, di essere ancora come ti vogliono gli altri.

Cosa puoi aspettarti di trovare dentro? Di tutto un po’ ciò che ti caratterizza, ciò che ti rende unica, ciò che ti fa sperare, sorridere, disperare. Con lei viaggi, da vagabonda consapevole, senza giungere mai a destinazione. Ti sei procurata l’indirizzo, il mezzo, la compagnia, ma, quando hai la sensazione di essere arrivata, ti accorgi che non devi far altro che proseguire. Avanti, avanti con in spalla la tua borsa, tra oggetti che qualcuno si è dimenticato di riporre nella propria, tra desideri di felicità e false speranze, tra compromessi per piacere fuori, tra sofferenze per piacersi dentro.

La borsa di una donna pesa come se ci fosse la mia vita dentro.

Ognuno indossa fieramente la sua borsa ed è sempre disposto a riempirla.

collage borsa

(La borsa di una donna- Noemi)