solo

Cos’è che fai lì, seduto in un angolo? Stai a guardare il tempo che passa, la tua pelle che invecchia, i tuoi capelli che si allungano? Come fai a rimanere in disparte davanti a tutto questo frastuono? Non senti le pentole che bruciano, le finestre che cigolano, i giocattoli che si frantumano? Non osservi le linee curve di un tramonto sul mare, le smorfie di un anziano su un letto d’ospedale, le pale di un condizionatore in estate? Non ti piace interrogare il luogo che ti accoglie da quando due bocche si sono incontrate per caso o per gioco?

Sei solo un essere umano, e solo è dir poco.

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Colourful monday

Blue monday, il giorno più triste dell’anno…

Come se la tristezza fosse comprimibile in ventiquattro ore su ottomilasettecentosessanta, potesse esaurirsi in un solo giorno. Se quella equazione fosse davvero attendibile, tutti i musi lunghi, i sorrisi rovesciati, gli occhi abbassati popolerebbero il pianeta solo oggi. Sopportare la tristezza per una sola giornata, consapevoli che il “vedo tutto nero” svanirà allo scoccare della mezzanotte. Ma purtroppo, si sa, l’infelicità è connaturata in ciascuno di noi, nell’umanità, da sempre, in ogni dove. C’è sempre un pizzico triste che insaporisce il nostro vivere, pur sempre travagliato. Se non vivessimo di preoccupazioni, incapperemmo in uno stato di apatia, estraneo agli esseri viventi. Impossibile essere legati a tanti numeri inventati, a tante equazioni; siamo fatti di emozioni comprendenti felicità, desiderio di felicità, infelicità. La complessa macchina umana non si può colorare di blu soltanto: i tratti cromatici che la compongono non possono nemmeno essere solamente identificati con i colori dell’arco iridato che segue un temporale.