nottata di marmellata

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Sei arrivata in punta di piedi.
Non ti sei mai fatta sentire e non lo farai neanche questa notte.

Ma stanotte sembra diverso, sembri diversa.

Sai di marmellata di fragole, di quella che trovi sullo scaffale delle confetture, compressa in un barattolo su cui sopra sta per essere imbadito un pic nic con tovaglia a quadri rossa e bianca
Sai di cenere di camino, sparsa per la stanza arredata: un divano e due sedie e un quadro, opera di un bambino con le mani imbrattate di tempera blu e gialla
Sai di mattina fresca, di brezza di marzo, di margherite appassite e di sempreverdi non più verdi
Sai di mai, di sempre, di non so cosa
Sai di mani che accarezzano dolcemente, di tocchi delicati, di baci sognati, di sogni infranti, di speranze stroncate, di domeniche mattine sotto il piumone, di passeggiate tra granelli di sabbia, di sole e luna.

Te ne vai con una giravolta, sulla punta dei piedi, incappucciati in un paio di scarpette da punta, avvolta in un turbinio di veli vaporosi che si gonfiano quando sbuffi perché non hai trovato pane e marmellata nella credenza piangente.
Piangi con lei, ti fai sentire per l’istante di un singhiozzo.
Mi aggozzo con il tuo singhiozzo prima che tu sparisca e la notte torni ad essere uguale a sempre, a te.

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incontri

La maggior parte degli incontri avviene casualmente. Essi sfociano in emozioni più o meno forti, attaccamenti quasi sempre troppo dolorosi. Esistono soltanto poche occasioni in cui si possa realmente bilanciare gli sguardi o le tentazioni rivolte verso l’altro: in questi casi, non si parla certamente d’attrazione. Con l’avvicinarsi all’ altro, non solo è possibile studiare le sfumature ramificate del suo iride, ma aumenta la percezione di stabilità che esso può e non può, o in altri casi deve, emanare. La linea storta delle sue labbra e il pallore, provocato dal tuo sguardo persistente, ti catturano come in una danza cadenzata, ballata in cerchio, strinta attorno ad un fonte di calore, da cui è difficile staccarsi. Mentre gira, il cerchio comincia a farsi sempre più piccolo, fino a che non viene inglobato nel caldo, nel vivo dell’altro. Ecco che il pallore sparisce e cessano i discorsi formali. La danza continua comunque e, con gli stessi passi, si fa strada nei meandri più segreti della mente dell’osservatore. Nel conoscere altri, si appiccano nuovi fuochi e nuove ballate che, a volte, con la loro monotona cantilena, rischiano di deformare gli altri cerchi. Sono gli incontri nati con melodie dolci, mielate ma instancabili, che rimangono racchiusi in quel caos infuocato.