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GAS GAS GAS GAS GAS

Sono le voci del pubblico che riempiono la piazza, sono i loro sorrisi, i loro sguardi complici, meravigliati, sono le loro grida entusiaste e i loro battiti di mani

Sono le luci che giocano infiltrandosi in ogni angolo, illuminando corde di chitarre e disegnando cerchi sul palco, sono le nebulose sparate in aria per elettrizzare l’atmosfera e fumate di gusto per intraprendere lunghi viaggi musicali

Sono i ringraziamenti degli artisti, i loro successoni da cantare a squarciagola, sono gli strumenti stretti da mani magiche, capaci di generare pura energia con il solo battere di due bacchette

Sono i balli sfrenati, le righe che seguono le rotondità delle guance, sono le canzoni che non vengono suonate e quelle che chiunque ha dimenticato, sono le corse per conquistare la posizione più ambita

Sono le persone che rendono lo spettacolo un vero spettacolo, i tecnici, i fonici, gli assistenti, le autorità, i volontari, quelli che scattano foto e le condividono, quelli che filmano e scrivono impressioni sul momento, sono tutti coloro che si emozionano e fremono nel vedere la piazza gremita e il pubblico in delirio

Sono la meravigliosa creatura e i maschi, sono il valvonauta e il genio, sono il presidente e il balkaneros, sono le parole di burro e i fiori d’arancio, sono i servi della gleba e la terra dei cachi, sono valentina e l’everest, sono il sexy boy e la cherry blossom girl

È l’emozione, quelle vera, che ti fa bruciare gli occhi e i piedi per la stanchezza, ma ti rende sconsiderevolmente soddisfatto

È la musica che mette d’accordo chiunque

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Ho visto persone darsi la mano, abbracciarsi e guardarsi negli occhi mentre una voce potente e suadente riempiva ogni angolo della piazza. C’erano bambini in braccio o sulle spalle di genitori intenti a cantare a squarciagola i pezzoni che hanno segnato la loro gioventù, facendo riaffiorare ricordi di estati italiane e sudate, trascorse ad inseguire un pallone.

Quanti applausi, pianti, sguardi commossi ho potuto cogliere in due ore di pura musica:  ovunque si percepiva fremito ed emozione. I brividi correvano lungo la schiena quando osservavo sentimenti veri e profondi affiorare sui volti dei presenti. In fondo si sa che questo è il potere della musica: riesce a far vibrare le corde di qualsiasi cuore.

Quale sia la formula segreta del successo travolgente di una voce pazzesca come quella di Gianna non ci è dato saperlo, tuttavia ci accontentiamo della “meravigliosa creatura” che è riuscita a regalarci durante la prima serata del lunghissimo e tanto attteso #settembrepratese, il mese in cui la nostra città si agghinda e diventa la più “bella e POSSIBILE”.