un caSO che diventa caOS

CASO
arrivi
te ne vai
non sai più dove stai
il nome che hai
la voglia ormai
partita di testa
finita la festa
ricordi soltanto
un brutto momento
di pioggia e vento
firma sul testamento
testa nel firmamento
arrivi
te ne vai
non sai più che fai
il sapore di cui sai
saponetta di marsiglia
logora si meraviglia
contando le miglia
del viaggio di ritorno
verso il posto di non ricordo
arrivi
te ne vai
non sai più come mai
il dentifricio terminato
il biglietto obliterato
non ti resta che partire
restare è solo soffrire
prendi i guanti di lana
rossa che pizzica
tanti fili e nessun legame
lo scudo per il mondo infame
CAOS
Annunci

incontri

La maggior parte degli incontri avviene casualmente. Essi sfociano in emozioni più o meno forti, attaccamenti quasi sempre troppo dolorosi. Esistono soltanto poche occasioni in cui si possa realmente bilanciare gli sguardi o le tentazioni rivolte verso l’altro: in questi casi, non si parla certamente d’attrazione. Con l’avvicinarsi all’ altro, non solo è possibile studiare le sfumature ramificate del suo iride, ma aumenta la percezione di stabilità che esso può e non può, o in altri casi deve, emanare. La linea storta delle sue labbra e il pallore, provocato dal tuo sguardo persistente, ti catturano come in una danza cadenzata, ballata in cerchio, strinta attorno ad un fonte di calore, da cui è difficile staccarsi. Mentre gira, il cerchio comincia a farsi sempre più piccolo, fino a che non viene inglobato nel caldo, nel vivo dell’altro. Ecco che il pallore sparisce e cessano i discorsi formali. La danza continua comunque e, con gli stessi passi, si fa strada nei meandri più segreti della mente dell’osservatore. Nel conoscere altri, si appiccano nuovi fuochi e nuove ballate che, a volte, con la loro monotona cantilena, rischiano di deformare gli altri cerchi. Sono gli incontri nati con melodie dolci, mielate ma instancabili, che rimangono racchiusi in quel caos infuocato.