Guardare in Bianco

Io continuerò a prenderti la mano e portarti lontano da qui tra cielo e mare o dove vuoi

Dita che si intrecciano con altre dita: un gesto abituale, quotidiano che simboleggia quanto forte sia il legame che ci unisce. Si incrociano, si completano, si scontrano: due mani che hanno il potere di intraprendere un viaggio;  la meta non conta, men che mai la valigia.

e pedalare svelto per essere sicuro di seminare il tempo, ma ti sorpassa e ti senti un po’ vecchio

Continuiamo a viaggiare insieme, a cavallo di una bicicletta: il ritmo che i raggi delle ruote producono sembra battere più veloce del ticchettio dell’orologio. Solo illusione. Il tempismo è degli dei. Nella gara che abbiamo intrapreso fianco a fianco, il tempo è un temibile avversario, un esperto ciclista il quale taglia sempre per primo il traguardo.  Un modo per vincere la maratona non esiste…

ma con la macchina del tempo io ti porto via.

Ma possiamo provare a evadere dal mondo su cui regnano minuti e secondi e catapultarci in un’orbita atemporale, in cui le lancette nel quadro orario impazziscono e le rughe non solcano i volti melancolici. Siamo sempre in viaggio io e te, ma ciò non implica la totale libertà, l’eccessiva sfrenatezza.

Essere liberi è anche capire che per non passare la vita a fuggire serve ogni tanto sapere indossare quel vestito buono che ti fa paura

Libero non è sinonimo di smodato, sregolato, irrazionale bensì capace di capire, padrone del proprio sentire e agire di conseguenza. Libertà non è scappare,  rinnegare le proprie radici. Siamo liberi quando rispettiamo, quando accettiamo di stringerci in abiti che danno prurito affinché il gesto non leda la sensibilità del prossimo. Siamo liberi quando non indietreggiamo di fronte agli ostacoli posti dallo smarrimento o dall’ inarrestabilità del tempo.

la paura è fatta di niente, come il tempo è fatta di niente

C’è un però: la paura, il tempo, le cose non toccabili per mano sono fatte di un rien che ci permette di superarli o perlomeno di sorvolarne le riflessioni. Alleviando un po’ distrattamente la testa da mille pensieri, ci troviamo a fare i conti con ciò che davvero ha un valore e conta: i gesti,  gli sguardi, le parole di due amanti che non possono far finta di niente perché l’amore NON è fatto di niente.

ma l’amore ha un prezzo alto ed ora smetto con i saldi

L’amore è tangibile, respira, si muove, tocca, ha un valore talvolta inestimabile, non può subire detrazioni o sconti, è difficile comprarlo, ma anche venderlo.

Due mani, un viaggio, il tempo, la non piena libertà, la paura, l’amore

La lettura di noi è un romanzo aperto che non finisce mai,

Siamo i protagonisti di un libro che non ha un autore, non ha un editore, non ha un correttore di bozze. Siamo gli eroi di un poema senza cavalieri e pozioni magiche, senza duelli e cavalli bianchi. Io scrivo di te, tu scrivi di me. Insieme scriviamo di noi. Non esistono punti.

 

20160204_182

(In occasione del compleanno di “Guardare per aria” di Bianco, ho utilizzato delle frasi prese da alcune delle canzoni più significative di questo album sognante. In ordine di citazione: “Filo d’erba”, “Volume”, “Le dimensioni contano”, “Almeno a Natale”, “Drago”, “Corri corri”, “Aeroplano”)

 

 

 

Annunci

Bianco filo d’erba

erbafioriE arriverà l’estate
i fiori si apriranno
e noi qui in silenzio a guardare le stelle che un po’ ci invidieranno perché poi in fondo sanno che è meglio guardare per aria che a terra.

Il calore dei raggi del sole, che penetra nei pori della pelle, percorre autostrade di venule a mille chilometri orari e giunge a destinazione, direttamente poiché sa già cosa vuole andare a scaldare. I profumi primaverili e colorati esplodono in una notte, in una stagione di ameno silenzio. È come se la distesa di erba, che durante il giorno ondeggiava e cambiava sfumatura di verde, ora si fosse trasformata in un enorme materasso scuro. E inconsapevolmente lo scurirsi della superficie contribuisce ad aumentare il desiderio di stendervisi sopra. Non rimane altro che tuffarsi tra la terra che esala odore di bagnato, le formiche che imprecano di non venir schiacciate, i sassolini che, immobili per colpa non loro, sono pronti a conficcarsi nella carne.

Petto rivolto al cielo, cuore aperto come su un tavolo operatorio. Non resta che ammirare le stelle che, nonostante il loro imparagonabile fascino, sono gelose del nostro essersi stesi. Su, su, guarda per aria, mira all’alto, fai il giusto rifornimento e spingiti più in alto che puoi. Ma restiamo in silenzio.

Fusione panica e tu che somigli a quell’ago verdognolo che struscia e carezza la mia faccia, si insinua tra due ciocche dei miei capelli. Nessuno ha osato schiacciarlo come è accaduto per tutti gli altri fili. Sta lì, filo d’erba affusolato su se stesso, incurante del vento che ne pizzica l’estremità a confine con l’azzurro del cielo.

E ti ritroverò
ferma come un filo d’erba che voglia non ha di piegarsi alla realtà

Sei forte nella consapevolezza della tua fragilità: oscilli e pendi qua e là, ma affondi la tua radice, la tua origine in terra fertile, nutriente. Da essa si propagano cerchi di echi di coraggio: salgono attraverso la linea sottile del tuo corpo fino ad arrivare alla punta ultima, a delimitazione con il cristallino del cielo. Come se un sassolino appuntito lanciato da una mano innocente bucasse la superficie, così dall’urto tra la compostezza, la tua non voglia di piegarti, il desiderio di elevarti e la limpidezza di ciò che si penzola sopra i nostri corpi, cerchi concentrici di te si disperdono nell’infinito del blu (cielo o mare?)

E ti convincerò che il salto da fare non è verso il basso ma in su là dove il mare aria è già, dove la tua voce possa ritrovare ascolto, quello buono quello di cui tu senti il bisogno.

Cominci a sentire il bisogno di staccarti da questa realtà che non è comunque riuscita a sottometterti. È giunto il momento di spiccare verso l’alto, verso l’ignoto, verso la curiosità, verso un mondo che, essendo superiore, non può altro che racchiudere qualcosa di oltre. Si confondono il mare e l’aria, l’aria e il tuo respiro, il tuo respiro e il profumo dei fiori che si schiudono.

Lo smalto bianco dei tuoi denti si confonde con la lucentezza astrale, con il disco solare e ormai ti ammiro nel caos dell’infinito in cui sono immerso. Se prima eravamo fianco a fianco in silenzio distesi tra i fili d’erba, ora sono qui che rimango ad ascoltare la tua voce. Canto flebile ma melodioso, rigenera la tua anima, rinfranca le mie orecchie.

Chissà quando scenderai di nuovo a rimirar le stelle…

Magari quando

E arriverà l’estate
i fiori si apriranno

(Filo d’erba- Bianco)erbafiori

(Consiglio musicale da prendere in considerazione!)