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GAS GAS GAS GAS GAS

Sono le voci del pubblico che riempiono la piazza, sono i loro sorrisi, i loro sguardi complici, meravigliati, sono le loro grida entusiaste e i loro battiti di mani

Sono le luci che giocano infiltrandosi in ogni angolo, illuminando corde di chitarre e disegnando cerchi sul palco, sono le nebulose sparate in aria per elettrizzare l’atmosfera e fumate di gusto per intraprendere lunghi viaggi musicali

Sono i ringraziamenti degli artisti, i loro successoni da cantare a squarciagola, sono gli strumenti stretti da mani magiche, capaci di generare pura energia con il solo battere di due bacchette

Sono i balli sfrenati, le righe che seguono le rotondità delle guance, sono le canzoni che non vengono suonate e quelle che chiunque ha dimenticato, sono le corse per conquistare la posizione più ambita

Sono le persone che rendono lo spettacolo un vero spettacolo, i tecnici, i fonici, gli assistenti, le autorità, i volontari, quelli che scattano foto e le condividono, quelli che filmano e scrivono impressioni sul momento, sono tutti coloro che si emozionano e fremono nel vedere la piazza gremita e il pubblico in delirio

Sono la meravigliosa creatura e i maschi, sono il valvonauta e il genio, sono il presidente e il balkaneros, sono le parole di burro e i fiori d’arancio, sono i servi della gleba e la terra dei cachi, sono valentina e l’everest, sono il sexy boy e la cherry blossom girl

È l’emozione, quelle vera, che ti fa bruciare gli occhi e i piedi per la stanchezza, ma ti rende sconsiderevolmente soddisfatto

È la musica che mette d’accordo chiunque

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L’alba colora di colori freschi e puri l’aria che sembra sia ancora a sonnecchiare. I suoni si attutiscono e ammorbidiscono, ma il rumore di una qualsiasi gocciolina che cade da un vaso di un balcone riverbera per tutta la città.

Una terrazza, la timidezza del sole, l’arrivederci della notte, un violino, una chitarra, una voce. Averne di risvegli così: i pensieri si lasciano trasportare da una leggera brezzolina che carezza la pelle ed anche un po’ rabbrividire.

Un’esperienza quasi mistica, il concerto all’alba: un quadro di musica, colori e sensazioni, dipinto da pennelli esperti, capaci di disegnare e dare forma persino alla voce degli angeli.

Concerto all’alba nella Terrazza di Palazzo Pretorio.
The Grace, La voce degli angeli (omaggio a Jeff Buckley)

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Ho visto persone darsi la mano, abbracciarsi e guardarsi negli occhi mentre una voce potente e suadente riempiva ogni angolo della piazza. C’erano bambini in braccio o sulle spalle di genitori intenti a cantare a squarciagola i pezzoni che hanno segnato la loro gioventù, facendo riaffiorare ricordi di estati italiane e sudate, trascorse ad inseguire un pallone.

Quanti applausi, pianti, sguardi commossi ho potuto cogliere in due ore di pura musica:  ovunque si percepiva fremito ed emozione. I brividi correvano lungo la schiena quando osservavo sentimenti veri e profondi affiorare sui volti dei presenti. In fondo si sa che questo è il potere della musica: riesce a far vibrare le corde di qualsiasi cuore.

Quale sia la formula segreta del successo travolgente di una voce pazzesca come quella di Gianna non ci è dato saperlo, tuttavia ci accontentiamo della “meravigliosa creatura” che è riuscita a regalarci durante la prima serata del lunghissimo e tanto attteso #settembrepratese, il mese in cui la nostra città si agghinda e diventa la più “bella e POSSIBILE”.