verNICE

Mamma,

mi avevi promesso che sarebbe stata una festa grandiosa, di quelle che vorresti non finissero mai. Mi avevi raccontato di quando la nonna ti accompagnava sul lungomare di questa, per me, sconosciuta città e ti portava a passeggiare tra una folla di persone sorridenti. Persone contente di quel che facevano quotidianamente, con alle spalle un passato motivo d’orgoglio e occasione di celebrazione. Mi avevi parlato di bambini che scorrazzavano senza pensieri tra i granelli di sabbia, sui loro tricicli traballanti, cantando un motivetto melodioso che la maestra aveva insegnato loro proprio per quell’occasione. Il tuo entusiasmo era tale nel ricordare le tue estati in questo paese con la bandiera blu, bianca e rossa che mi aveva incuriosito terribilmente. Prima di stasera mi chiedevo quale magia sarebbe avvenuta, che sembianze avesse la fatina che sarebbe sorvolata a spargere polvere scintillante su questa distesa di mare e terra.
Mi hai un po’ deluso: speravo di far amicizia con qualche bambino della mia stessa altezza, un bambino che avesse parlato con gli occhi e non con la sua erre moscia. Speravo di rimanere estasiato e non solo assordato dalle luci e dai rumori dei fuochi d’artificio, sparati a tutta raffica. In effetti qualche sparo c’è stato però l’ho solo sentito. Dopodiché ho visto che le persone diventavano come i birilli del bowling. Ti ricordi di quella volta quando siamo andati anche con papà? Lui tirava talmente forte quella palla bianca che tutti i birilli cadevano a terra e sparivano tra le tendine. Una grossa, enorme e rumorosa palla bianca ha fatto strike stasera: forse il tiratore era anche più forte di papà. Al bowling i birilli venivano rimessi al loro posto, in piedi; ora non si muovono e sono a terra. I pedali dei tricicli viaggiano a vuoto e la polvere magica non scintilla, anzi sembra quasi fumo. La distesa di terra e mare è nera.

Ho perso i sandali di vernice che mi aveva regalato la nonna. Ho perso la tua mano che, fino ad un istante fa, stringevo.

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8 pensieri su “verNICE

  1. Abitavo poco lontano da Nizza.
    Ci fui più volte.
    Passai un Capodanno proprio lì… dove i “birilli” non si sono più rialzati.
    Che dire? Impossibile comprendere certi dettami; bisogna proprio eccellere in malvagità.
    Buona serata.
    Quarc

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