scorciatoie

Chissà come appare il mondo dall’alto.

Brulichio di insetti, formicolio di palazzi, macchie verdi e blu sparse, turbinio di emozioni.

Uccelli, aerei, mongolfiere, lanterne lanciate dopo una festa in spiaggia, stelle: rispetto ai noi, sette miliardi di corpi in fibrillazione continua sulla terra, in pochi possono permettersi la visuale dall’alto, la visione obiettiva. Non tutti i giorni ci capita di inerpicarci sulla vetta più aguzza o essere trasportati da un mezzo volatile; siamo destinati a osservare il nostro mondo attraverso scorci. Gli scorci sono infime, piccole parti di un tutto, percepito come qualcosa di molto grande, ma se essi non esistessero, di cosa quel definito sarebbe costituito? Niente e nessuno sono indispensabili per l’integrità del mondo, o come minimo, sono contingenti. Ma è pur vero che senza quel niente e quel nessuno, quei piccoli trattini orizzontali, senza l’incrocio perpendicolare di due meno, non sarebbe possibile la creazione del più.

Il mondo dal basso è (in)finitamente dettagliato e (in)definitamente disomogeneo.

Il mondo dall’alto è fin(i)tamente dettagliato, ma, ancora, indefinitamente (dis)omogeneo.

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4 pensieri su “scorciatoie

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