Ti è mai successo – ossimori

Ti è mai successo di guardare il mare, fissare un punto all’ orizzonte e dire: “E’ questo il modo in cui vorrei scappare, andando avanti, sempre avanti, senza mai arrivare…”gre

Il mare, il cielo. Nel mezzo una linea o solamente un’illusione ottica? L’orizzonte si limita o si mescola nella compenetrazione tra acqua ed aria? Dipende dall’ attitudine con cui ti proponi di osservare. Riesci a fissarne un punto solamente se non ti importa di distinguere se vi sia una soglia o se tutto sia preda dell’informe. Riesci a fissarne un punto solamente quando ti rendi conto che quel punto vorresti essere tu. Così apparentemente lontano, senza dimora fissa, è impossibile non associarvi libertà, spensieratezza, disinibizione. Indossare i panni ristretti di quel puntino vorrebbe dire scappare, inneggiare alla liberazione, salire su una zattera e sventolare una bandiera tricolore al vento. “Avanti, sempre avanti!” come se non vi fosse mai un porto a cui attraccare, il calore di una casa a cui fare ritorno, le gambe di un nonno su cui sedere ed ascoltare favole.

In fondo, in fondo è questo il senso del nostro vagare: felicità è qualcosa da cercare senza mai trovare, gettarsi in acqua e non temere di annegare: 

sea“E il naufragar m’è dolce in questo mare”: è proprio vero. Vagare, naufragare, disperdersi, lasciarsi cullare dalle onde, dal vorticoso moto della vita. Siamo stati creati con una mente capace di elaborare pensieri, dedurre, creare, con una scatola cranica che ci permetta di superare la ferinità primordiale. Ebbene, sembra essere proprio questa la condanna razionalmente felice dell’umanità, ossimoro dell’uomo che è in grado di sfruttare l’intelletto e tuttavia portato ad abbandonarsi ad un destino logoro di troppi pensieri. La ricerca ossessiva della famigerata libertà non può essere che la riprova dell’ ossimorica attitudine dell’uomo nel guardare il mare: desiderio incontrollabile, bensì inevitabile rinuncia. Avere l’ardore di rincorrerla, ma non avere la superstizione di raggiungerla: forse solo così si può risolvere l’antitesi irrisolvibile e lasciarsi trasportare su ali di carta, sull’ orizzonte [in]distinto di mare e cielo.

a me è successo e ora so volare.

sea2

(Ti è mai successo- Negramaro)

Annunci

10 pensieri su “Ti è mai successo – ossimori

  1. Più volte sono stato rimproverato perché ho sempre sostenuto che oltre l’orizzonte c’è altro, bello o brutto che sia, ma comunque altro da qui e ora. Raggiungere l’orizzonte è razionalmente impossibile, ma almeno rimanere alla stessa distanza. ..☺

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...