A n i m a

L’anima vola

Le basta solo un po’ d’aria nuova       

Si libra nell’aria, accompagnata da un quartetto d’archi pizzicati e mille giochi di dita su un pianoforte. Si eleva da terra quando il fumo delle fabbriche e lo smog dei pensieri cattivi cominciano a inquinare il cielo, a renderlo grigio, di un grigio spento, triste. Desidererebbe fosse sempre celeste, di un celeste limpido, fresco, pulito, che sapora di salsedine e onde d’acqua e di positività.

L’anima osa

È lei che si perde poi si ritrova

Si spinge in avanti, le braccia protese verso il vuoto, le gambe piegate per spiccare e saltare oltre. Sensi di vertigine, rimorsi, rimpianti, semplice ed innocente paura di non riuscire. Più il vuoto annerisce, più la ricopre ed investe, più osa sfidarlo. Immersa ormai completamente in questo liquido amniotico, riesce a nutrirsi al suo interno, a muoversi, si sente protetta, forse perché consapevole che presto o tardi giungerà il momento in cui tornerà a rinascere a nuova vita, a vita libera.2 Collage

E come balla

Quando si accorge che sei lì a guardarla

Balla mentre cammina. Balla mentre parla. Balla mentre lavora. Balla senza porvi fine. Balla per te. Balla davanti ad un oceano di sguardi indifferenti e vuoti. Balla senza musica e senza ritmo. Balla perché non ha voglia di fare altro. Balla nel soggiorno di casa o tra i reparti del supermercato. Balla, si muove, scatena idee solamente per il gusto di farlo, per sentire il battito accelerato del proprio corpo.
3Collage

Mica si perde, non si nasconde, cosa le serve

Mica si spegne

Vola, osa, balla, ma non perde mai la direzione dell’incedere. A passi lenti, con grandi salti, procede verso il punto indicato dalla bussola del cuore. abbassa spesso lo sguardo, però rimane stabile sulla scena, evitando di nascondersi dietro le quinte. Non ama stare al centro del palcoscenico mentre un cono cilindrico di luce le illumina il volto dall’alto. Tuttavia poggiare i piedi su tavole di legno scheggiate e chiodi con il capo all’ingiù le piace. Non riuscirà mai a bloccare la propria metamorfosi, a staticizzare il proprio avanzare poiché immobilità è privazione di vitalità. Le fiammelle dei suoi occhi perennemente ardono, anche quando una forte folata di vento raggela l’ambiente e fa oscillare inquietamente il sipario.

(L’anima vola- Elisa)

Il video da cui sono state estrapolate le immagini, realizzato da Irene Saccenti:

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