incontri

La maggior parte degli incontri avviene casualmente. Essi sfociano in emozioni più o meno forti, attaccamenti quasi sempre troppo dolorosi. Esistono soltanto poche occasioni in cui si possa realmente bilanciare gli sguardi o le tentazioni rivolte verso l’altro: in questi casi, non si parla certamente d’attrazione. Con l’avvicinarsi all’ altro, non solo è possibile studiare le sfumature ramificate del suo iride, ma aumenta la percezione di stabilità che esso può e non può, o in altri casi deve, emanare. La linea storta delle sue labbra e il pallore, provocato dal tuo sguardo persistente, ti catturano come in una danza cadenzata, ballata in cerchio, strinta attorno ad un fonte di calore, da cui è difficile staccarsi. Mentre gira, il cerchio comincia a farsi sempre più piccolo, fino a che non viene inglobato nel caldo, nel vivo dell’altro. Ecco che il pallore sparisce e cessano i discorsi formali. La danza continua comunque e, con gli stessi passi, si fa strada nei meandri più segreti della mente dell’osservatore. Nel conoscere altri, si appiccano nuovi fuochi e nuove ballate che, a volte, con la loro monotona cantilena, rischiano di deformare gli altri cerchi. Sono gli incontri nati con melodie dolci, mielate ma instancabili, che rimangono racchiusi in quel caos infuocato.

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