Compromesso

Qualcuno, qualche tempo fa, ha sentenziato, nel bel mezzo di un discorso più o meno serioso: “Ricordati che la vita è un compromesso.”. Una vera frase ad effetto, di quelle che, dopo essere state pronunciate, dovrebbe far capolino un ometto con due piatti tra le mani. Tutte le proposizioni che iniziano con “La vita è…” a me suscitano sempre un po’ di timore perché comportano sempre riflessioni più profonde di quelle a cui siamo abituati ordinariamente. Non sono frasi come “La cena è pronta” o “Il maglione è sudicio”: in quei casi le cose a cui pensare sono veramente poche: alzarsi dal divano, sedersi, prendere la forchetta e mangiare oppure aprire l’armadio, infagottarsi in un altro maglione e specchiarsi di nuovo. Le prime di cui parlavo sono quelle frasi soprannominate “ad effetto” perché smuovono gli addormentati angoli del nostro pensiero.

“La vita è un compromesso”. Non ricordo se la sentenza era seguita da termini che dovevano trovare un campo di accordo su cui stabilire una pacifica o quantomeno vivibile convivenza come prevede solitamente un compromesso. Soltanto quella frase minima ha continuato a sorvolare nella mente, è rimasta come sospesa. Ha fluttuato per un po’ senza trovare una vera spiegazione. Restringendo il campo di riflessione, mi sono chiesta se potessi applicare quell’ incipit universale (per canzoni, film, motti, aforismi, slogan pubblicitari, campagne contro il fumo…) alla me particolare, giungendo alla conclusione che la vita è un compromesso tra ciò che sono e ciò che desidererei essere.

La MIA vita è università, famiglia, danza, ripetizioni, amici, letture, telefilm, ma al tempo stesso è scrittura, batterista, loft a Parigi, comparsa in un film, panorami immensi da osservare per giornate intere. La vita quindi è una specie di lotta fra ciò che scandisce quotidianamente, banalmente ma in modo certo il nostro tempo e ciò che ci spinge a aspirare ad altro o almeno solamente a pensare ad altro. Un binomio tra certezza e sogni, radici sicure e foglie in pasto al vento autunnale. Non esiste creatura che sia capace di scindere tale tesi da tale antitesi: ecco perché si parla di compromesso. Un patto stipulato alla nascita che ci accompagna fino a quella che sarà la fine. Al momento, non sono in grado di prevedere altro: potrei continuare a scrivere su un blog anonimo oppure essere una scrittrice che si perde nell’ osservare la Ville Lumière dai gradini del Sacré Cœur…

jjjj

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