l’amore (non) esiste

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L’amore non esiste, è un cliché di situazioni tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie, finché il muro di parole che hanno eretto resterà ancora fra loro a rovinare tutto.

E’ sicuramente una bella parola, una bella e “trita” parola. Usata, consumata, riciclata per cercare di definire qualcosa che, fortunatamente o meno, non può essere incasellato in alcuno schema di parole crociate. Intorno all’amore si è costruito, con lo scorrere del tempo e con l’evoluzione del pensiero, dell’arte, una sorta di aura luminosa e intoccabile, indiscutibile e indistruttibile.

Amore si traduce come trovarsi in coppia in specifiche situazione pre-costituite, pre-costruite: il bacio, la carezza, l’abbraccio, lo sguardo. La premeditazione di certi atteggiamenti provoca l’ingigantirsi del luogo comune il quale, inevitabilmente, precipita nella banalizzazione ed infine porta all’uccisione dell’amore. Nel rapporto si accumulano gesti e parole pre-determinate che si reggono su fondamenta fragili, inverosimili e condannate alla demolizione.

è il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli

Non c’è verità più giusta: l’amore è la via indicata da imboccare al bivio tra solitudine e qualcosadiindefinitobastanonesseresoli. Non siamo stati progettati per trascorrere la vita su un pianeta che accolga soltanto noi stessi perciò è presupposto inderogabile avere qualcuno al proprio fianco, nella propria testa. Il fatto è che l’essere soli, talvolta, non indica necessariamente una condizione a cui dover trovare riparo ad ogni costo, buttandosi a capofitto tra le braccia di qualcun’altro. La paura fa tremare, impedisce di pensare e di capire realmente ciò che si para davanti ai nostri occhi. Il solitario inforca volentieri un paio di occhiali per guardare vicino, il presente, per guardarsi dalle illusioni, e un altro paio per guardare lontano, il futuro, la falsa felicità dell’essere accompagnato.

non esiste fare i conti, accontentarsi piano piano di una vita mano nella mano

Se comunque si crede di aver trovato la metà combaciante, non è possibile pretendere che essa possa collimare perfettamente con le aspettative. In un compito di matematica dei sentimenti, il professore dovrà metterci un po’ di penna rossa in ogni esercizio. I conti non possono tornare, il grafico non può riuscire: l’amore è nemico della calcolatrice. Come gli sono nemici il progettare l’ideale della persona perfetta da tenere accanto o l’accondiscendere, l’adagiarsi, l’accontentarsi. Non ci sono compromessi, bisogna avere il coraggio di non scendere a patto con niente e nessuno. Il patto dell’amore non si può semplificare con una stretta tra due mani, la quale stipula un contratto tra due potenze. Di potente, in amore, eventualmente, vi è soltanto il battito di due organi.

i numeri da soli non riescono a spiegare. L’amore non esiste, esistiamo io e te.

Con l’affermazione “L’amore non esiste” credo si intenda che questa, chiamiamola, “cosa” c’è, ma non è plausibile riporla in un raccoglitore da deporre su una scaffalatura, inscatolarla per conservarla in dispensa. Non è un’etichetta. Non è una parola. Non è un numero. E’ una “cosa” che scaturisce dal profondo di qualcos’altro a cui, a loro volta, sono connessi altri oggetti, altre persone. Tanti hanno provato a spiegarlo. Assomiglia forse a un dio o a un essere soprannaturale: quando vuol far percepire la propria presenza, alza un vento leggero che muove delicatamente e all’unisono una distesa di fili d’erba verdissimi. Quella stessa distesa che accoglie il mio “io” e il tuo “te”.

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Nuages

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Le nuvole sono cumuli di fumo. Bianche, grigiastre, nere: si colorano secondo l’umore del mondo, delle persone. Potrebbero costruire un universo a se stante, considerate le infinite possibilità che hanno di trasformarsi. L’occhio di un attento e alquanto fantasioso osservatore non può ignorarne le metamorfosi: la foglia di una rosa che si stacca dallo stelo, il coniglio che saltella, la treccia di una bambina che penzola, l’auto che sfreccia. Tutto é concesso nel cielo dell’immaginazione e nella mente del pensatore, del fumatore di nuvole: sono fedeli amici in un mondo che talvolta é ostile e preferisce banalizzare, omogeneizzare. Le nuvole sono espressione viva di diversità, di fantasia, di libertà. Corrono tanto repentinamente da sfuggire alla presa salda della banalità, tumore maligno dell’essere moderno.