A proposito di propositi

1892-94, Monet, Claude, Montaje Rouen Catedral

“Ho trascorso tutte le estati della mia vita a fare propositi per settembre, ora non più. Adesso trascorro l’estate a ricordare i propositi che facevo e che sono svaniti, un po’ per pigrizia, un po’ per dimenticanza. Che cosa avete contro la nostalgia, eh? E ‘l’unico svago che ci resta per chi è diffidente verso il futuro. L’UNICO. Senza pioggia, agosto sta finendo, settembre non comincia e io sono così ordinario. Ma non c’è da preoccuparsi, va bene. Va bene così.”

In fondo, a pensarci bene, credo non sia sbagliato affermare che tutto l’anno potrebbe essere considerato come una lunga e afosissima estate: schizzi, chitarre, avventure… E tutto progettato per un fine, una meta che ti prefiggi di raggiungere a partire da quel giorno in cui senti che il sole comincia davvero a far trasudare la pelle, il cuore. È come se in quel giorno in cui la” stagione nuova dietro il vetro che appannava” riuscisse a fiorire, a raccogliere il necessario coraggio per manifestarsi. Il primo giorno di una lunga stagione in cui riponi i migliori propositi mai riserbati. Il primo giorno che, in qualche modo, essendo il numero uno, ti autorizza al cambiamento, alla mutazione,  al rinnovamento. Non c’è miglior momento dell’anno per essere propositivi, effettivamente. Ma di effettivo non c’è niente, neanche quella lunga lista che ti sei sforzato a terminare prima che il tappo dello spumante si schiantasse al soffitto. Quel settembre ti sembrerà sempre più vuoto, insulso, ignaro delle tue aspettative, geloso delle gioie e capace di far sciogliere, con lo stesso sole che ti aveva fatto ben sperare inizialmente, la neve che si era cautamente posata sui tuoi desideri del nuovo anno.

Rinunciare a fare propositi è una scelta sofferta, ma sicuramente meno invasiva della tanto famigerata terapia del “miglior principio”. L’illusione ferisce inevitabilmente e così non rimane altro che ripensare a cosa avevi desiderato e fare un bilancio oggettivo dell’effettiva riuscita della tua lista dei desideri. Una partita persa: i propositi vanificati battono, o meglio stracciano, i propositi realizzati!

Una visione pessimistica? No, io preferisco usare la parola realistica. E ammiro tutte quelle persone che ancora si prodigano a pensare ai progetti futuri con l’intento forte di volerli e poterli realizzare. Il futuro non è praticabile e così ti attacchi al passato, rivivendo nostalgicamente ciò che ti ha spinto, ogni volta, a ricominciare un nuovo settembre e a lasciarti dietro un caldo e afosissimo agosto.

Manca l’acqua, arida è la campagna e i tarli sono ormai sazi. Tutto è pronto per la venuta del sole settembrino.

Manchi solo tu, estraniato dal mondo e dai suoi propositi che riserba per te.

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p di pensiero

Chissà perché la testa con tutte le cose a cui deve pensare ricade sempre nella solita trappola: quel pensiero la invade, la pervade continuamente. E intanto anche gli altri pensieri corrono, si intrecciano,ma è come se rimanessero in secondo piano. Come se quel pensiero con la p maiuscola li sottomettesse e li considerasse schiavi. E la testa cosa fa? Si limita a immagazzinare, ad accumulare ma lascia che quel signore misterioso coordini le operazioni al suo interno. Il potere prende il sopravvento e niente ha più un senso. Il Pensiero troneggia e noi abbassiamo innocentemente lo sguardo.